La libertà di scegliere la libertà

Libertà

/li·ber·tà/

Capacità del soggetto di agire (o di non agire) senza costrizioni o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi scegliendo autonomamente i fini e i mezzi atti a conseguirli.
La libertà di Truman
La libertà di Truman

Parto dalla definizione ufficiale per un’analisi doverosa… dato il nome di questo sito/blog.
E’ appena passato il 25 Aprile e come ogni anno ho potuto leggere tanti e tanti post dei miei amici virtuali che ringraziano e inneggiano alla libertà. 

Però mi chiedo: – Quanto di quelli che scrivono, sono liberi?

E’ chiaro che se lo scrivono significa che si sentono liberi, e sono contento per loro.
Quello che intendo è : quanti lo sono per davvero?

Per capire se anche tu sei in una condizione di libertà o meno, puoi inziare a farti alcune semplici domande e risponderti sinceramente :

  • Ogni mattina mi sveglio contento perchè so che farò ciò che mi piace?
  • Il mio lavoro mi rende felice o mi opprime?
  • Provo invidia per chi ha più di me?
  • Sono preoccupato per il mio futuro?
  • Posso vivere in modo dignitoso senza stressarmi per i soldi?
  • Come mi sento ogni volta che devo affrontare una spesa improvvisa o inaspettata?
  • Riesco a fare tutto ciò che vorrei?
  • Ho uno scopo più grande che vada oltre il denaro o il mio benessere personale?
  • Guido la macchina che voglio o quella che posso permettermi?
  • Posso lasciare tutto in qualunque momento e partire per un viaggio di un mese nella parte opposta del mondo?
  • Posso passare una mattinata libera con i miei figli senza troppi pensieri per la testa?

Lungi dal giudicare, voglio chiarire subito la mia posizione:  io non mi sento libero (non ancora) ma vedo davanti a me buone prospettive e ci sto lavorando seriamente.

Ritornando quindi alla nostra definizione : una persona è libera quando ha la capacità di agire senza costrizioni o impedimenti esterni.

Innanzitutto possiamo parlare di Libertà solamente dopo aver superato il limite delle necessità.
Fintanto quindi che ogni nostra azione sarà vincolata da qualcosa che dobbiamo fare obbligatoriamente per soddisfare dei bisogni non possiamo ritenerci esseri liberi. 

Va da sè che la prima limitazione alla nostra libertà sia il lavoro, così come lo intendiamo tradizionalmente, dato che quasi tutti abbiamo bisogno di lavorare per soddisfare le nostre necessità.
Carl Marx riteneva che una condizione essenziale per sviluppare la libertà, la capacità umana e quindi arrivare una vera realizzazione dell’individuo, si doveva passare obbligatoriamente alla riduzione della giornata lavorativa. Detto in altre parole, occorreva trovare un’ alternativa al sistema capitalistico.

Non sono qui per parlare di politica nè di economia, ma faccio semplicemente considerazioni obiettive sulla discrepanza tra come viviamo e come dovremmo vivere.

La mappa non è il territorio

Riminiscenza dei tempi universitari, ricorderò sempre la mia prima lezione di sociologia in cui in bella vista il prof scrisse questa frase : La Mappa non è il territorio!

Intendeva che la mappa è solo una rappresentazione accettata dalla massa, ma non è davvero il territorio. Nella mappa non vi è traccia del profumo dei boschi, del freddo delle cime montuose o dei colori caldi del deserto al tramonto. E’ semplicemente un’ interpretazione presa per buona da tutti.

Allo stesso modo siamo soggetti a etichette, concetti e convinzioni sociali, che di fatto sono solamente convenzioni accettate dalla collettività.
Questo sistema di credenze ci è stato imposto fin da quando siamo venuti al mondo attraverso le parole, le storie e gli insegnamenti dei genitori, dei professori e più in generale della società in cui siamo cresciuti.
E rimaniamo attaccati a queste “leggi” senza nemmeno rendercene conto perchè spesso la sofferenza che conosciamo è preferibile alla promessa di una felicità ancora ignota.

Ci sentiamo così sicuri e cullati nella familiarità di certe convinzioni, tanto da non metterle mai in discussione.

Di fatto però, rimanere in questa “zona comoda” (o “comfort zone” usando un inglesismo) limita enormemente la nostra libertà.

La paura che ti tiene nella zona di comfort

Nell’ area della non-scelta si vive come atrofizzati, con i muscoli inermi ed il cervello bloccato.

Ma stai tranquillo, è normale e ci passiamo tutti.
Normalmente siamo così spaventati da cìò che non conosciamo, incapaci di fare le scelte potrebbero portarci a vivere una vita piena e soddisfacente , che preferiamo fare la cosa più semplice, restando fermi o rimandando all’infinito una scelta o una presa di posizione.

Se vuoi fare un passo avanti però devi comprendere che il rischio più grande è quello di non correre mai rischi.

Rimanere fermo a guardare, o tenere un posto fisso scelto solamente perchè ti dà “sicurezza”, ti fa sprecare tempo e ti fa vivere una vita a metà. 

Devi solo prendere coscienza. E’ il primo passo verso la tua grande scalata!

Parafrasando Goethe, rischi di renderti conto di aver vissuto da schiavo solo quando non avrai più le forze o il tempo per lottare, come quella rana che si crogiolava nella pentola d’acqua.

Nessuno è più schiavo di colui che crede di essere libero senza esserlo

Johann Wolfgang von Goethe

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